Mykines e i puffin

Un’altra tappa, l’ultima del mio viaggio alle Isole Faroe, era quella sull’isola di Mykines. Ci si arriva con un traghetto che parte da Sørvagur e che si trova a due passi dalla casa che avevo affittato.
Avevo comprato il biglietto il giorno prima della partenza perchè, come molti mi avevano detto, c’è il rischio di non trovare posto in nave. Quindi meglio organizzarsi prima.
 Puffin e Mykines
Mykines è famosa per due motivi, il primo è che anche qui c’è un faro e viste spettacolari, il secondo è per la presenza di una colonia di uccelli marini. Vengono comunemente chiamati Puffin ( Puffins ) ma in italiano, probabilmente con il preciso intento di togliere qualsiasi dignità a questo animaletto delicato, si chiamano Fratercula.
Il motivo per cui i puffin nella nostra lingua siano stati chiamati cosi mi è ignoto e non voglio nemmeno cercare le origini di questo nome. Fratercula ci sarai – avranno detto i Puffin di Mykines sapendo in che modo li abbiamo chiamati.
La giornata è bellissima, non c’è una nuvola, un bel sole nel cielo azzurro, freddo tagliente. Il tragitto in mare dura molto poco e, se non fosse per il fatto che sembra di essere sulle montagne russe per via delle onde molto alte, è anche un piacere per gli occhi. Nella foto che segue eravamo ancora nella baia. Il bello è arrivato uscendo in mare aperto…
puffin fratercula fabiogentili.com
L’isola si raggiunge con il traghetto, quando il mare è clemente. Quando non lo è c’è l’elicottero militare. Quando anche questo non è disponibile si resta sull’isola a contare i puffin. Sarà per questo che sull’isola ci vivono stabilmente una quindicina di persone. D’inverno non deve proprio essere uno spasso restare li.
Durante l’estate l’isola è frequentata per lo più da turisti che negli ultimi anni sono diventati troppi e invadenti. La comunità del posto sta infatti pensando di introdurre una tassa per lo sbarco proprio per proteggere i Puffin che non gradiscono questa invasione umana.

Lo sbarco

Il porticciolo di Mykines è in fondo ad un dirupo di cinquanta metri, cosi quando arrivi ti aspetta una bella scalinata ripida come una cascata. Tutta l’isola è cosi, Mykines è praticamente un picco di roccia in mezzo al mare. Quindi o sali o scendi.
Appena arrivato faccio amicizia con una ragazza francese e la sua compagna. Entrambe coraggiose perchè la prima si muove su una sedia a rotelle essendo completamente paralizzata dal busto in giu, la seconda la porta in giro ovunque e posso solo immaginare la fatica. Per fortuna esiste un sistema meccanico di sollevamento per superare la scalinata e cosi si fanno trasportare fino alla piazzola in alto. Da li in poi però dovranno cavarsela da sole. Dal momento che abbiamo di fronte una salita degna del Giro d’Italia e che non mi sembra un percorso che possano affrontare l’una spingendo l’altra, mi offro di aiutarle. Per arrivare fino alla zona dove sono le case e un punto di ristoro impieghiamo circa quindici minuti. Arrivati a destinazione beviamo un caffè insieme e ci diamo appuntamento per il rientro in modo da garantire un supporto alla discesa che per loro è piu scomoda della salita.
puffin fratercula fabiogentili.com

Decido di avviarmi verso la cima più alta per avere un buon punto di osservazione e scattare qualche foto sia al panorama che all’enorme colonia di Puffin che svolazzano allegri nei cieli di Mykines.

Durante il percorso, arrivato ad un primo “altopiano”, noto due romantiche pecore che, l’una accanto all’altra, osservano il mare.
mykines
Proseguo la salita senza indugiare troppo perchè vedo sempre piu vicino il punto di osservazione che voglio raggiungere. Il rumore dei Puffin cresce. Un brusio sommesso inizialmente, ma ora che mi avvicino si sente sempre più forte il loro verso e il suono prodotto dallo sbattere delle ali.

I Puffin

Inizio a scattare foto cercando di avvicinarmi il più possibile senza disturbare. Sono tanti e anche troppo abituati alla presenza umana. Ma restano comunque diffidenti per fortuna, e se la distanza si fa troppo breve scappano via.
puffin fabiogentili.com
Salgo ancora più in alto perchè ho intravisto un altro punto di osservazione che mi sembra migliore e che mi permetterà di portare a casa qualche scatto decente in primo piano.
Mi corre l’obbligo di segnalare che, a parte la bellezza della natura e l’emozione di essere immersi in questo contesto cosi distante dal mondo civilizzato, esiste anche un altro aspetto meno piacevole. Questi allegri uccelli svolazzanti, oltre a percorrere invisibili strade nel cielo con volteggi e impennate e picchiate, si dilettano anche a bombardare il suolo sottostante e l’umano visitatore con bombe a grappolo di escrementi. Di una certa abbondanza anche, segno che la dieta a base di pesce gli fa un gran bene. Quindi stare li sotto con l’intento di fotografare questa rara specie, impone anche il non particolarmente gradito onere di fare da bersaglio mobile. Per fortuna ho la giacca con il cappuccio. Ci siamo capiti.
Comunque oltre a tornare a casa con la giacca “leopardata”, il punto che volevo raggiungere mi dona qualche buona soddisfazione fotografica. Ecco i nostri mini-bombardieri in tutta la loro bellezza e simpatia.
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Un pò di relax

Arrivare fin quassù non è stato particolarmente difficile ne faticoso. La maggior parte delle persone che sono sbarcate insieme a me sull’isola di Mykines proseguono lungo un percorso che li porterà verso il faro. Io invece scelgo di andare in senso opposto salendo in solitaria verso l’altro versante per raggiungere un picco che vedo da dove mi trovo. La salita, per fortuna, non è cosi ripida come pensavo, anche se, mentre ci si avvicina alla parte finale, il percorso si restringe sempre di più fino a diventare un piccolo corridoio. Da un lato c’è anche una rete di recinzione, penso per delimitare lo spazio in cui le pecore possano pascolare. O forse per evitare che qualche turista sconfini in zone private o pericolose…

Arrivato in cima mi concedo nell’ordine, un selfie, un panino con salmone e formaggio (questa volta fatti da me e quindi senza aglio), un bottiglia di acqua e, finalmente sdraiato sull’erba al sole sul punto più alto dell’isola, un pò di relax. Il panorama quassù è suggestivo, non c’è nessuno oltre a me, nemmeno i puffin.

L’incontro con i Puffin nell’isola di Mykines conclude il mio tour nelle isole Faroe.
Per chi ama la natura, i luoghi ancora incontaminati, i grandi spazi aperti e lo straordinario senso di pace che dona un luogo cosi diverso da quello a cui siamo abituati noi cittadini, questo posto è un paradiso.
Raccontarvi questa storia mi ha riportato con i ricordi attraverso le mille emozioni vissute e non vi nascondo che ogni tanto sento la nostalgia di queste isole.
Spero di avervi trasferito almeno in parte quello che ho vissuto e provato.
Ho realizzato un breve video che pubblicherò in un post ad hoc con tutte le informazioni sulle isole. Forse qualcuno di voi, leggendo queste mie pagine, ha maturato l’idea di vivere un’avventura nelle isole Faroe.
Grazie per essere qui
Fabio
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