“L’arte della fuga” è la storia di Gunnar Widforss – il pittore dei Parchi Nazionali Americani che ha dato il proprio nome a una cima del Grand Canyon.

In realtà non è esattamente la sua storia ma quella di Fredrik Sjöberg che, folgorato dal dipinto di un pino visto in una casa d’aste di Stoccolma , decide di buttarsi in un’avventura alla ricerca delle opere di questo pittore e della sua storia. Nel suo viaggio ci racconta la vita del pittore dei Parchi Nazionali Americani.

Prezzo: EUR 13,60
Da: EUR 16,00
Gunnar Widforss, un vagabondo squattrinato alla solitaria ricerca di bellezza , stretto tra il bisogno di creare e l’ansia di riuscire , che dopo aver girato mezzo mondo pianta la sua tenda nello Yosemite e dedica i suoi giorni a ritrarre i più suggestivi paesaggi d’oltreoceano. Il pittore ha girato i Parchi Nazionali Americani e anche l’Europa. Si parla di luoghi a me cari che ho fotografato nel corso di alcuni viaggi proprio negli stessi posti. Grand Canyon, Bryce Canyon, Zion Park, Yosemite, San Francisco. E la Norvegia, la Danimarca, Stoccolma. Tanti altri ancora…

Qui di seguito una mia foto per ognuno di questi luoghi

L’arte della fuga” è un libro che mi è capitato quasi per caso, anche se in fondo nulla capita mai realmente per caso. La vita di Gunnar Widforss mi affascina e in parte, a modo mio, mi ci identifico. I posti in cui è stato sono quelli che mi hanno segnato e che ricordo con più forza. Il libro è piacevole, ricco di storie, di personaggi. La storia, solo apparentemente banale, potrebbe essere quella di uno di noi con un sogno pazzo in testa e la voglia di scappare inseguendo i propri sogni. Alla fine c’è anche un piccolo colpo di scena. Il mistero, che quasi sempre ognuno di noi si porta dentro. Delicata e commovente anche la vicenda della “ragazza delle cartucce vuote”.
___

Vi lascio con un piccolo estratto de “L’arte della fuga” di Sjöberg Fredrik – disponibile su Amazon a EUR 13,60

Sappiamo poco di tutto . È raro che sappiamo molto di qualcosa , e solo in casi eccezionali ne sappiamo più di tutti gli altri . Di solito si diventa i migliori in un campo estremamente limitato e insignificante , è comunque già qualcosa ed è sorprendentemente facile riuscirci , in particolare se lo paragoniamo alla difficoltà di star dietro a tutto il resto , alle cose di cui sappiamo poco o di cui sappiamo un po ’ , ma non troppo . Alla fine ci ritroviamo lì con le nostre mezze conoscenze a domandarci a cosa serva tutto questo , più o meno come quando bisogna sgomberare la propria stanza di ragazzi e ci si domanda che fare di tutte le lattine di birra collezionate nell’adolescenza . Buttarle ? O magari conservarle nel garage di famiglia ? Che possano mai essere di qualche utilità appare altamente improbabile . Le lattine vuote del pensiero occupano meno posto , ma sono altrettanto fastidiose e , a modo loro , ingombranti . Buttarle a mare e scappare via dal passato è un’alternativa sempre attraente . E invece me le trascino dietro , forse perché conosco lo spazio a mia disposizione , limitato pure quello , e se non mi prendo cura di quanto c’è già , non resterà molto . Mi sembra sempre troppo tardi per cominciare qualcosa di nuovo e concentrarmi , come un ricercatore nella sua focalizzazione , su una cosa in particolare e seguirla in linea retta . Me ne manca il tempo . Come se tutto non fosse altro che un puzzle a buon mercato in una scatola di cartone .”
Le storie , semplicemente , cominciano . Raramente si sa dove , e quasi mai perché . Non ha nessuna importanza . Non c’è più niente di sicuro , ormai.
Un libro diverso dal solito. La storia di un uomo e dei suoi sogni. “L’arte della fuga” – disponibile su Amazon sia in versione Kindle che cartacea.
Buona lettura
Grazie per essere qui
Fabio
Potresti leggere anche questo mio post “I Dialoghi delle Foreste
Se questo post ti è piaciuto potresti condividerlo suoi tuoi profili social.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Gearbest merchant  stores promotion
merchant stores